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Incendio al Data Center di OVH: quali lezioni possiamo imparare?

Parlando di sicurezza informatica e protezione dei dati aziendali, il 9 marzo di quest’anno è una data che difficilmente verrà dimenticata.

Nella notte tra il 9 e il 10 marzo 2021 è scoppiato un incendio nel campus di Strasburgo di Ovh, azienda leader nel settore cloud, con più di 1,5 milioni di clienti in tutto il mondo e 32 Data Center in 19 nazioni. Questo incendio ha ovviamente causato disagi a tutte le aziende che dipendevano dai servizi di Ovh per la propria continuità di lavoro.

Non è tardata ad arrivare la dichiarazione via Twitter di Octave Klaba, fondatore di Ovh:

We have a major incident on SBG2. The fire declared in the building. Firefighters were immediately on the scene but could not control the fire in SBG2. The whole site has been isolated which impacts all services in SGB1-4. We recommend to activate your Disaster Recovery Plan”.

A distanza di ormai 9 mesi, la causa dell’incendio non è ancora precisamente conosciuta: comunicazioni ufficiali riguardo le dinamiche non sono mai state divulgate. Ed è proprio questo il tema scottante: gli imprevisti, anche di questa entità e gravità, possono accadere (anche se, ovviamente, è responsabilità di ogni azienda fornitrice strutturarsi per far sì che non capitino).

Quello che però non deve assolutamente accadere è una totale mancanza di comunicazione e chiarezza nel raccontare che cosa effettivamente sia accaduto e quali saranno le manovre messe in atto di conseguenza. È importante essere trasparenti e veloci nella comunicazione col cliente, senza essere “fumosi” e vaghi.

E soprattutto, fare in modo di non essere recidivi: questo purtroppo non è il caso di Ovh, che è stata protagonista di un ulteriore disagio il mese scorso, precisamente il 18 ottobre: l’infrastruttura cloud è andata in down, questa volta a causa di un errore dal punto di vista gestionale.

Dunque, per fortuna non è stato un altro incendio, ma la tempistica con cui questo danno è accaduto è stata tutt’altro che favorevole: è avvenuto infatti proprio nel periodo in cui Ovh si stava quotando in borsa. Un messaggio non proprio incoraggiante per gli investitori.

Ora, spostando la nostra attenzione su come poter prevenire questi disagi, vediamo innanzitutto quali possono essere le cause:

  • Incendio
  • Allagamento
  • Corrente elettrica malfunzionante
  • Mancanza di connettività
  • Problemi di accesso
  • Hackeraggio
  • Atti vandalici
  • Furto

Come possiamo notare, le cause esterne che possono arrecare danni sono variegate. La prima strategia preventiva è sicuramente creare una copia geografica del Data Center.

In altre parole, significa avere i dati in duplice copia, in due luoghi differenti. Dunque, se sei un imprenditore ciò significa che avrai una prima copia dei dati all’interno della tua azienda e la seconda copia all’interno del Data Center del tuo fornitore, che si trova in un’altra località.

Questo ti mette nelle condizioni di essere tutelato nel caso in cui, riprendendo l’esempio di Ovh, una delle due sedi vada a fuoco. Da un punto di vista tecnico, ogni giorno viene effettuato un backup che sincronizza i dati in entrambi i Data Center.

È un concetto che favorisce la “Business Continuity”: ci sono due Data Center geograficamente separati e questi due siti si tengono sempre aggiornati. Questo consente di evitare perdite che possono aggirarsi anche intorno alle centinaia di migliaia di euro.

Si tratta di un aspetto di natura puramente tecnica, ma non è questo che fa la differenza quando parliamo di archiviazione sicura dei dati.

Ciò che fa la differenza è l’approccio, da due punti di vista.

Innanzitutto nella personalizzazione del servizio. Il cloud non è un “prodotto da banco” e le esigenze di ogni singolo cliente non sono solo diverse, ma sono anche in continua evoluzione.

Facciamo un esempio concreto: ipotizziamo che ti rivolgi a un fornitore di servizi di questo tipo, per mettere al sicuro i dati della tua azienda. Dopo un anno, la crescita che hai vissuto ti porta ad assumere più persone e ad aprire una nuova sede. Acquisisci nuovi clienti più grandi e importanti, con cui non ti puoi permettere errori nella gestione e archiviazione dei dati.

Sei d’accordo che, dopo un anno di crescita di questo tipo, le tue esigenze saranno diverse?

Questo è il motivo per cui il cloud non può essere mai, per nessuna ragione, un servizio standard. E il fornitore deve essere in grado di seguire i cambiamenti della tua azienda, aggiornandosi e fornendo le soluzioni su misura per te, per accompagnarti lungo il processo di crescita e sprigionare il vero potenziale dell’impresa.

Quando selezioni il fornitore, ciò che è importante ricercare è la flessibilità dei servizi, a livello di performance, di gestione, e di architettura: in altre parole, nessun pacchetto preconfezionato, sia nella teoria che nella pratica.

Il secondo punto di vista riguarda invece l’assistenza e il contatto umano. Poco fa, abbiamo sottolineato il fatto che gli imprevisti possano accadere, ma non può succedere che un fornitore di servizi cloud si astenga dal tenere aggiornato il cliente e comunicare con lui in modo repentino, chiaro e veloce.

Questo è ciò che fa la differenza ed è anche la base su cui abbiamo creato il nostro servizio di archiviazione in cloud. Esattamente come per i servizi di connettività, nel momento in cui c’è un’esigenza particolare, capita un problema o semplicemente sorge un dubbio, avrai un contatto diretto con l’assistenza di Punto Com Group, senza:

  • Perdere tempo con un Call Center o un numero verde
  • Dover aprire un ticket con dei tempi di risposta biblici
  • Ricevere risposte vaghe e sentirti dire che “I tecnici ci lavoreranno…”

Infine, un altro presupposto molto importante è l’High Performance Computing: i server che verranno messi a tua disposizione avranno un livello di prestazione altissimo, dal punto di vista della velocità. Questo si trasforma in un beneficio molto importante per la tua azienda: i dati saranno disponibili e accessibili in tempi brevissimi.

Facciamo l’esempio di un’azienda con più sedi: è profondamente diverso trasferire e rendere disponibile un dato importante, in tutte le sedi, con una tempistica di 15 minuti, anziché due ore.

In più, l’altro aspetto importante è legato alla raggiungibilità del dato. In altre parole, avere i tuoi dati archiviati in un Data Center geograficamente vicino alla tua azienda, non è come averli dall’altra parte del mondo.

Spesso si crede che, una volta inviato online il dato, non sia importante dove si trovi di preciso. Ma non è assolutamente vero!

Proprio per questo, l’approccio di Punto Com Group è quello di portare un cavo direttamente all’interno della tua azienda: questo mette i tuoi dati in una condizione di sicurezza e protezione maggiore.

Per chiudere il cerchio, le parole chiave sono tre: assistenza, velocità, chiarezza. E sono le lezioni più importanti che possiamo imparare da ciò che è accaduto a Ovh.

Dunque, se sei alla ricerca della soluzione più performante e adatta alla tua azienda per quanto riguarda l’archiviazione dei dati, quando dovrai selezionare il fornitore di servizi tieni in considerazione questi tre pilastri.

Per ricevere una consulenza personalizzata e uno studio delle soluzioni migliori per la tua azienda, entra in contatto con Punto Com Group.

Per farlo, chiama i nostri uffici al 030 770 44 89 o visita la sezione “Contatti” del nostro sito e compila il form.

A prescindere dalla tua scelta, assicurati sempre di scegliere un’azienda che metta al primo posto l’assistenza e ti garantisca sempre un punto di riferimento in carne e ossa, per risolvere eventuali problemi e ricevere informazioni in tempo reale.

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Ci vediamo prossimo articolo!

25 Novembre 2021

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